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Non contro l'IMU, ma per un'altra IMU
post pubblicato in diario, il 9 gennaio 2013


Dobbiamo spostare la tassazzione dai redditi ai capitali ed ai beni.
Il reddito è nascondibile, un bene invece è inalienabile.
Una casa c'è, esiste, si sa dov'è e dove si trova. Il denaro invece può essere scambiato troppo spesso senza che si sappia esattamente dove è transitato.

Nell'ottica quindi di abbassare le tasse sui redditi per alzarle sui patrimoni (perchè le tasse servono, e non si può semplicemente dire che vanno tolte, semmai vanno rese più eque) è necessaria anche l'IMU.
Questa però è un IMU giusta?
Probabilmente no, non lo è, perchè non conosce progressività e soprattutto è in attesa di una revisione delle mappature catastali che sarà lunga.
Quindi non dobbiamo dire, ed infatinon lo diciamo e facciamo bene, che vogliamo togliere o abbassare l'IMU. Dobbiamo dire che:
  1. Grazie all'IMU abbasseremo la tassazzione sul lavoro e sulle pensioni. Ovviamente poi dopo averlo detto lo dobbiamo fare!
  2. L'IMU va resa più progressiva. Se uno possiede dieci appartamenti allora è giusto che paghi sulla prima casa un'IMU considerevole perchè è facile presumere che la persona sia benestante e si possa permettere di pagare un po' di più. Chi ha solo una casa, quella di proprietà, deve pagare meno se non addirittura deve essere esentato qualora il suo reddito non gli permetta di pagare.

La Destra dice di voler eliminare l'IMU dalla prima casa "a prescindere" dal patrimonio in possesso. Il centro gli strizza l'occhio, dicendo che ci stann pensando anche loro. Noi invece dobbiamo dare le risposte serie, le risposte vere. Perchè noi non siamo contro l'IMU, ma siamo per un'altra IMU.




permalink | inviato da lemieidee il 9/1/2013 alle 9:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L'europa socialista
post pubblicato in diario, il 14 maggio 2012


Negli ultimi 8/10 anni abbiamo avuto in Europa, tranne rare eccezioni, un governo di centro-destra.
Sia nel Parlamento Europeo che in quello degli stati più importanti (Germania e Francia) ha governato il centro-destra.
La politica di oggi e quella che ci ha portati qui non può certamente chiamarsi fuori rispetto alla crisi, se non come fattore scatenante sicuramente come incapacità di prendere le giuste decisioni per arrivare ad una soluzione e ad una svolta.
La risposta è stata sostanzialmente meno Europa, cioè tiratevi su le maniche e, scusate il francesismo, tiratevi anche un po' le palle, distruggete il vostro stato sociale e licenziate quante più persone potete. Poi se riusciamo vi diamo un po' di aiuti. Con la Gregia è andata così, con l'Italia è andata così, con gli altri stati in difficoltà è andata così. Certo, in Italia abbiamo avuto un susseguirsi di governi che hanno fatto di tutto per farsi voler male dall'Europa e dalle sue istituzioni, ma non siamo mai contati un granchè e a parte la parentesi Monti (tutta da valutare poi) torneremo a non contare un granchè, a meno di una svolta epocale.
Oggi stiamo per assistere ad una svolta, stiamo per vedere in Europa lo stesso asse che diede vita, ormai 20 anni fa, a quel processo che fece nascere l'Europa che tutti amavamo e che questi governi invece ci hanno fatto odiare. Le forze politiche che allora hanno reso grande l'Europa oggi sono nuovamente tornate ad essere protagoniste o, come in Germania, si stanno preparando ad esserlo.
E la cosa forse più bella è che gli stessi tedeschi non riconoscono più la politica della Merkel come una buona politica. Anche i tedeschi riconoscono che così si ammazza l'Europa e invece anche loro la vogliono, l'Europa.
Qui da noi ci hanno raccontato che il socialismo era morente, morto, defunto. Eccolo invece risorgere in Europa, eccolo fiorire nuovamente! (Certo, in Italia parlare di socialismo rievoca spettri enormi e difficili da affrontare senza grande vergogna, ma quel socialismo non aveva nulla a che fare con IL socialismo.) Quello che dobbiamo fare noi non è altro che agganciarci ad un treno che è già partito, senza pretendere di far da locomotiva (non ce lo possiamo permettere in nessun senso) ma chiedendo un vagone tutto nostro, dove poter ripartire non dico da zero ma quasi, dove poter ricreare una situazione sociale ed economica creando un ciclo per cui si torni ad inseguire quell'obiettivo per cui tutti dobbiamo stare bene, dove l'ultimo può essere ultimo ma con un livello di vita minimo garantito, dove il primo può essere primo non perchè più furbo ma solo perchè più bravo. Una Europa meno finanziaria e meno bancaria e più delle persone e, perchè no, della politica. Magari con i primi trattati che inizzino a parlare di Europa Federale.
Mai come oggi mi sento ottimista verso un futuro comunque pieno di incertezze!
Eccolo, "il sol dell'avvenire"



permalink | inviato da lemieidee il 14/5/2012 alle 8:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
I miei 2 cent su Grillo
post pubblicato in diario, il 10 maggio 2012


Beppe Grillo lo seguo "politicamente" da un bel po' di anni, probabilmente da molto più tempo di molti altri che oggi fano parte del M5S.
Ricordo bene la sua battaglia per l'automobile "verde", il caso Parmalat e altre battaglie.
Ricordo anche bene che è in parte grazie a lui se ho iniziato a interessarmi dei movimenti ambientalisti, combattendo dentro i DS del mio comune di allora (Ivrea) una battaglia contro l'inceneritore. Ci davano dei demagoghi, poi alla fine ci hanno dato ragione, anzi, hanno cambiato opinione senza mai darci ragione, ma non importa, l'importante è che ad Ivrea l'inceneritore non l'hanno costruito perchè non serviva e non serve.
Questo però non mi ha mai trascinato dentro il suo movimento, che per molti, troppi versi, è simile se non uguale al Berlusconismo.
Grillismo e Belusconismo, oltre a condividere "ismo", condividono il fatto che sono una semi-religione. C'è un capo, anzi lo definirei un messia, che parla e tuona a piacimento, dicendo di tutto e di più.
E molti dei suoi seguaci il giorno dopo l'ennesima castroneria corrono ai ripari: "l'avete frainteso, siete sempre i soliti, guardate il dito e non la luna, volete cercare il pelo nell'uovo, avete la cosa di paglia" eccetera, sempre le stesse cose, sempre le stesse risposte, mai nel merito.
C'è però una differenza di fondo tra i 2 movimenti: mentre il Berlusconismo è stato portato avanti soprattutto da un ceto politico in cerca di un copione (e di soldi), il Grillismo viene portato oggi avanti da centinaia, migliaia di persone comuni, gente che si è rotta di vedere certe cose e sentirsi inerme di fronte allo sfascio quotidiano.
Diciamo che il Berlusconismo è la massima espressione del reazionariato, il Grillismo invece propone una rivoluzione, anche se non dice per arrivare dove.

Parlando però di nuovo di Grillo e del Movimento 5 Stelle dico che secondo me se li si vuole vedere insieme si sbaglia, perchè sono 2 cose diverse. Il primo, Grillo, non è altro che un uomo che ha fatto il comico e che ha preso uno spazio politico che in passato hanno occupato in molti e che dopo di lui occuperanno altri. Prima Segni, poi Berlusconi, poi Bossi, oggi Grillo, domani chissà.
Il Movimento 5 Stelle invece è un'altra cosa: come ho detto ci sono dentro un sacco di persone di buon senso con un sacco di idee, per la maggior parte interessanti e, perchè no, condivisibili almeno da me. Peccato che manchi un vero filo conduttore, un qualcosa che faccia si che il tutto si tenga insieme. Lo stesso movimento è nato come una "enorme lista civica", che può andar bene per le amministrazioni comunali o regionali. Ma alle elezioni politiche serve uno sguardo che vada oltre all'amministrazione di tutti i giorni, al quotidiano. Serve un'idea di politica estera, di politica sulla sicurezza, di politica economica, di politica sulle infrastrutture e, perchè no, un minimo di idee su lavoro, precariato e altro ancora.
Ecco, su questo come la pensa il movimento? Perchè comune per comune si può anche tenere una linea diversa realtà per realtà, ma quando si dovranno presentare tutti insieme che succederà? Perchè dirsi "ne di sinistra ne di destra" mi sta bene fino ad un certo punto, perchè la sinistra e la destra oltre che avere una incarnazione partitica ne hanno anche una ideale, che va al di la dei partiti e delle persone. Li si devono schierare per forza. Ribadisco, non tanto con le alleanze, ma con le idee. Le scelte sul lavoro ad esempio li connoteranno da una parte o dall'altra: maggiore flessibilità o maggiori tutele? Non vale dire "tutte e 2", perchè lo può dire la Svezia che lo fa da sempre e può continuare a farlo. Per noi che siamo indietro anni luce dobbiamo scegliere, l'una o l'altra. E poi, in politica estera, come la pensano?
E sulle politiche di gestione dell'immigrazione? Saranno filo leghisti dicendo, come aveva scritto Grillo tempo addietro, che il problema della nazionalità dei figli degli immigrati nati sul suolo italiano è un falso problema?

A queste ed altre domande dovranno rispondere. Certo, tenersi lontano dal confronto come fa lo stesso Grillo li aiuta a non rispondere alle domande scomode, ma prima o poi dovranno farlo, perchè se andranno in parlamento dovranno votare questa o quella proposta, dovranno decidere se votare in un senso o nell'altro, e li vedremo come andrà, la risposta potrà arrivare prima o arrivare dopo. E' questione di quando, non di se.

Ecco, li ho spesi i miei 2 cent, e forse qualcosa di più.



permalink | inviato da lemieidee il 10/5/2012 alle 13:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Se è vero mi iscrivo
post pubblicato in diario, il 20 febbraio 2012


Sento e leggo che forse, e dico forse, nel PD a breve faranno un congresso.
Un congresso? Ma adesso, a un anno dal voto?
Ma sono impazziti? Da qui al prossimo anno ventre a terra, compatti come non mai, a fare compagna elettorale per vincere le prossime elezioni e governarlo noi questo paese.

Più passa il tempo e più sono felice di esserne uscito, da quel partito, altrimenti oggi avrei un'ulcera grande come un melone. Però, sia chiaro, se si fa veramente un congresso io mi sono rotto le palle e mi iscrivo solo per andare la dentro e dirlo a chiara voce, che stanno spaccando tutto!
Perchè questi non si rendono conto che c'è un Italia intera che è disposta a cambiare. Per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale c'è nuovamente un clima da pre-post rinascimento.
Sono in tanti quelli che non ne possono più di un certo modo di intendere la cosa pubblica, di vivere il quotidiano, di vedere persone lontano anni luce dai loro problemi che dicono "l'articolo 18 non sia un totem". Un che? Ma loro hanno mai dovuto anche solo pensare a cosa possa voler dire "licenziamento"? E lo dice uno che, tutto sommato, non è per l'abolizione ma per la regolamentazione di quell'articolo, per una maggiore disciplina.

No, così non va, così non ci siamo affatto.

Ecco perchè lo dico qui, adesso: se veramente vedessi che all'orizzonte si prospettasse un congresso prima delle elezioni mi iscriverei. Lo dico da ora così mi evito di sentirmi dire "che bello sei tornato a casa". Scusate il francesismo, ma che bello un cazzo. Lo vivrei, anzichè con gioia, come un momento di grande tristezza.

Si, anch'io ci leggo un sacco di idee confuse in queste righe che ho scritto, ma credo di potermi permettere un po' di confusione di fronte a quello che vedo tutti i giorni! O no?



permalink | inviato da lemieidee il 20/2/2012 alle 8:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Scommettere sul nostro futuro?
post pubblicato in diario, il 15 febbraio 2012


Il post riguarda la non candidatura di Roma alle olimpiadi del 2020.
Parto dal fondo, dalla dichiarazione in cui Chiamparino (ex miglior sindaco d'Italia ed ex solo perchè non fa più il sindaco) dichiara che secondo lui abbiamo perso un'occasione. Lo dice da sindaco che ha amministrato Torino durante il periodo olimpico del 2006. Io che abito ad Ivrea, vicino Torino, posso affermare che Torino ha conosciuto una nuova vita anche grazie alle Olimpiadi e se è vero che parte delle infrastrutture resta inutilizzata larga parte dell'anno è altrettanto vero che il turismo di oggi giustifica la spesa di ieri.
Accostare però Roma a Torino è un errore, sia per il punto di partenza che per quello di arrivo.
Roma è una città da sempre votata al turismo. Questo mercato già oggi raggiunge numeri decisamente importanti e, sinceramente, non credo questi numeri possano aumentare negli anni successivi alle Olimpiadi o comunque non grazie alle Olimpiadi: chi viene a Roma lo fa e lo farà sempre per la bellezza della città e non per un impanto sportivo. Torino era una città pressochè sconosciuta ai più all'estero. Torino = FIAT era l'unico accostamento possibile all'estero, sempre che si conoscesse la FIAT, altrimenti manco quello.
Le Olimpiadi invernali e quelle estive, per numeri e dimensioni, non sono direttamente paragonabili. Se per le olimpiadi invernali ci si può aggiustare, alla peggio, con una decina di strutture al chiuso ed altrettante all'aperto (mi riferisco ai soli impianti sportivi ma smentitemi se non è così), con le olimpiadi estive i numeri sarebbero come minimo tripli se non di più. Il numero di discipline, il numero di atleti, il numero di impianti non è paragonabile.
Inoltre il momento economico è completamente diverso. Le olimpiadi del 2006 vennero decise diversi anni prima, in un momento economico certamente non esaltante ma nemmeno deprimente come questo. La visibilità del margine era ben diversa, i soldi da investire c'erano e un piano di lungo periodo poteva prevedere il rientro dell'investimento. Oggi ci troviamo in una crisi nera, che dura dal 2008 e che non mostra miglioramenti. Sono convinto che da una crisi si esca con il coraggio delle idee, ma il coraggio delle idee non si deve tramutare in stupidità. Siamo un paese altamente indebitato, abbiamo preso l'impegno con l'Europa di far rientrare parte del nostro debito con tappe forzate che nei prossimi anni ci obbligheranno a sacrifici enormi. Come si sarebbe potuto giustificare la spesa di un'intera finanziaria per dei giochi Olimpici?
Se si potrà, se ce ne sarà l'occasione, credo Roma debba e possa ospitare dei grandi eventi come le olimpiadi, ma certamente queste non devono gravare sull'Italia perchè dovrebbero essere un momento di slancio e non di ulteriore depressione. Ad un cavallo che mangia poco non serve a nulla mettere una coccarda al petto, perchè ai blocchi di partenza sarà sempre un ronzino. Dobbiamo allenare il cavallo, dargli da mangiare e farlo star bene. Poi, solo una volta che il cavallo sarà sano ed in forma, potremo imbellettarlo.



permalink | inviato da lemieidee il 15/2/2012 alle 8:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ogni anno è sempre peggio !?
post pubblicato in diario, il 28 dicembre 2011


Siamo a pochi giorni dal 2012. E se i Maya avessero decretato per il 2012 la fine del capitalismo anzichè la fine del mondo? C'è da riflettere...

Si chiude un 2011 direi pessimo, anche se con qualche buona notizia.
Partiamo dalle buone notizie: Berlusconi non governa più l'Italia. Qualcuno lo da per morto (politicamente s'intende), qualcuno (me compreso) pensa che quello non muore mai e che nel 2013, quasi sicuramente, sarà il candidato premier del PDL.
Altre due buone notizie sono, sempre guardando in Italia, la caduta a Milano del governo di centro-destra e la vittoria dei referendari per il Bene Comune.
Guardando fuori dai nostri confini penso alla primavera araba, che purtroppo si è portata dietro e continua a portarsi dietro tantissimo sangue, ma che ha dato la speranza a tantissime persone di avere un futuro migliore, nonostante sappiano (credo) che il presente invece è cupissimo e incerto.

Le pessime notizie invece sono talmente tante che nemmeno le ricordo tutte. Abbiamo imparato una parola nuova, SPREAD. Quando le parole sono brutte e ci fanno paura non le traduciamo più, le teniamo lontane, le chiamiamo con nomi anglofoni, così ci sembrano meno vicine a noi. Però SPREAD può essere tradotto con DIFFERENZIALE, indica quanto l'Italia deve pagare in più rispetto ad un paese di riferimento, che per noi è la Germania, per vendere il proprio debito. Se ad esempio la Germania per vendere titoli dovesse assicurare un rendimento del 2% di interessi e l'Italia, per vendere gli stessi titoli, dovesse assicurare il 7%, allora il DIFFERENZIALE sarebbe di 500 punti base (ossia del 5,00% in più)
E poi la Crisi Greca, l'Europa che non funziona così com'è, la FIAT che non vende macchine, che straccia contratti e che continua a venderci Marchionne come il Messia del ventunesimo secolo. E poi tantissime altre cose.

Il 2011 ha il merito di essere migliore del 2012, l'ho letto su facebook l'altro giorno. Eh, mi sa che è così veramente. Peccato che lo si diceva anche del 2010 rispetto al 2011. Che ci si debba abituare a tutto questo? Che ci si debba abituare ad un paese che andrà sempre peggio?

Io mi auguro che i Maya abbiano ragione, non sulla fine del mondo eh, ma sulla fine del capitalismo (ormai l'ho deciso mentre scrivevo queste poche righe, ho capito che avevano predetto quello) così potremo pensare ad un nuovo modello economico, senza PIL, SPREAD, BOT eccetera. Non faccio demagogia, penso solo che l'uomo non è nato capitalista e nel capitalismo non ci sono nati nemmeno i nostri nonni. Penso che il capitalismo abbia portato tanto benessere ma che stia portando tanti danni. Un po' come una medicina che, se presa per troppo tempo ed a dosi sempre più forti, dopo un po' diventa causa di malattia. Forse la riflessione doveva partire nel 2008, chissà che non parta oggi, anzi, domani. Chissà.

"Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po'..."



permalink | inviato da lemieidee il 28/12/2011 alle 8:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Migliorare il migliorabile, accettare l'inevitabile
post pubblicato in diario, il 6 dicembre 2011


Ancora sulla manovra di ieri, credo lo slogan debba proprio essere questo: "migliorare il migliorabile, accettare l'inevitabile".
Cosa migliorare?
Sicuramente bisogna migliorare la parte sulla tracciabilità dei pagamenti, abbassando quella soglia o comunque porsi l'obiettivo di farlo da qui ad un anno, con uno scadenziario fisso già votato in parlamento, con l'obiettivo del "contante zero".
Sicuramente un innazamento della soglia su cui indicizzare le pensioni, soprattutto per chi vive in casa d'affitto e per chi vive solo.
Sicuramente un aumento della tassazzione dei capitali scudati, con un raddoppio di quel 1,5%, per trovare le risorse per le pensioni.

Cosa accettare?
Direi l'IMU, e lo dice chi ha un mutuo sulla casa ed oggi non paga nulla.
Direi che dobbiamo accettare che la nostra macchina pubblica è troppo grande, troppo pesante e che è da alleggerire, quindi in prospettiva un numero minore di dipendenti pubblici, senza licenziamenti ma solo con turn-over intelligente e mirato.
In generale accettare il principio che "o mangi la minestra o salti dalla finestra".

Spero il PD si faccia carico di queste istanze in parlamento, spero che i sindacati si uniscano per parlare con una voce unica, spero che il parlamento non peggiori ulteriormente una norma che, in altri momenti, sarebbe stata da buttare quasi del tutto!



permalink | inviato da lemieidee il 6/12/2011 alle 8:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Così certo non andiamo bene
post pubblicato in diario, il 5 dicembre 2011


Non lo nascondo, sono deluso dalla manovra Monti.
Lo sono perchè in quella manovra doveva esserci l'equità che non c'è, perchè se tutti pagano allora non si tiene conto che tutti dovrebbero pagare in base al proprio reddito REALE e che dovrebbero pagare prima quelli che finora hanno pagato meno.
A dirlo è stato addirittura Alfano, segretario del partito che per anni ha difeso i privilegi di alcuni facendo pagare sempre agli stessi. Ma si sa, quando non si governa più è più facile chiedere, vedi la Lega che fingendo di non aver mai governato chiede le cose che fino a ieri non era disposta a concedere.
Va bhè, andiamo avanti.
La manovra quindi non mi convince ma non mi ero illuso troppo, anche se avevo una speranza e forse ce l'ho ancora.
Non voglio però non fare un ragionamento politico, e cioè dire che comunque il governo mantiene una forte impronta liberale, che il parlamento ha una maggiornaza spostata a destra e che in europa, l'europa delle richieste fatte per lettera, governa la destra da quasi 10 anni.
Certo, quando c'eravamo noi non eravamo perfetti, quando c'eravamo noi non tutto andava bene, però non va mai dimenticato il dato politico di partenza ed io certamente non lo voglio fare.

Non mi spiego comunque il perchè non abbiamo voluto forzare la mano sulla tracciabilità dei pagamenti. In Italia abbiamo un'evasione fiscale spaventosa che continuiamo a difendere permettendo appunto a molti di evadere le tasse grazie alla circolazione di denaro contante. Quante volte avete ricevuto fattura da idraulici, antennisti, piastrellisti, muratori,... devo continuare? Quante volti in pizzeria, al bar, all'alimentari si sono dimenticati di farvi lo scontrino? E magari giustificano il balzello dei costi con "sa, hanno aumentato l'IVA"? Quale Iva, quella che stai evadendo in questo preciso momento?
Io credo che il PD dovrebbe farne una crociata e andare avanti a chiedere solo quello, l'abolizione progressiva del contante circolante. Io voglio arrivare al limite di poter ritirare non più di 50€ dal bancomat e poter pagare il caffè da 1€ con carta di credito. Certo, per arrivare fin li dobbiamo rivedere i rapporti con le banche, i costi di esercizio dei bancomat per gli esercenti e tutto quello che volete, ma il risultato finale sarebbe una marea di soldi in più da usare per abbassare a tutti le tasse e contemporaneamente dare un sacco di servizi in più a tutti.
Invece è stato messo il limite a 1000€, come a dire nessun limite o quasi.

Che rimane da dire? Poco o niente, rimane da dire che si spera che al prossimo giro, se toccherà a noi, sapremo fare questo ed altro. Altrimenti meglio star qui ad arrabbiarsi con il Monti di turno, che almeno m'incazzo una volta sola e non due volte come ai tempi dell'ultimo governo Prodi, quello dei 20 partiti di maggioranza e delle 280 pagine di programma elettorale!



permalink | inviato da lemieidee il 5/12/2011 alle 12:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La politica è un'altra cosa
post pubblicato in diario, il 21 luglio 2011


Ieri mi sono accorto, ancora di più, di quanto il nostro paese sia lontano anni luce dal resto dell'Europa, o quantomeno dal resto dei paesi che, come noi, si dicono "occidentali" e a "democrazia matura".
Ieri alla camera dei Comuni, nel Regno Unito, il premier britannico è stato sottoposto ad interrogatorio da parte dei deputati e si parla di sue possibili dimissioni. Nei giorni scorsi tutti i politici che sono vicini allo scandalo si sono dimessi, senza contare le dimissioni del capo della polizia municipale di Londra e una serie di altre dimissioni eccellenti.
Contemporaneamente in Italia si stava consumando una scenetta da teatrino, con un deputato ed un senatore che tentavano, nonostante tutto, di rimanere attaccati alla poltrona vaneggiando discorsi a metà tra la burla ed il ridicolo.
Per Papa l'arresto alla Camera è passato: la maggioranza aveva i numeri risicati ed è bastato che alcuni della Lega (la maggioranza di loro a dire il vero) votasse con l'opposizione ed il governo è andato sotto. Al senato le cose sono andate diversamente. Al senato la maggiornaza ha numeri ben diversi: la maggioranza, come in senato, si è espressa contro l'arresto di Tedesco mentre la minoranza a favore, nonostante il senatore fosse della minoranza. Loro l'hanno chiamato garantismo, io avrei altri nomi ma lascio perdere.
Comunque per passare l'arresto anche di Tedesco al senato doveva votare a favore, compatta, tutta la minoranza più un numero consistente, ben più consistente che alla camera, di senatori della maggioranza. Invece la maggioranza, tranne casi isolati, ha votato contro l'arresto ed invece la minoranza ha votato a favore tranne alcuni franchi tiratori. Inutile dire che parte di questi sono sicuramente del PD e che hanno fatto una sicura figura di merda a tutto il PD!
Su questo vorrei dire una cosa, e la vorrei dire alla dirigena del PD: ma è possibile che il meglio della classe dirigente di quel partito sia, ad esempio. il senatore Tedesco. Uno che chiede di essere arrestato ma poi non si dimette sapendo che così non potrà essere arrestato? Possibile che non ci sia di meglio in quel partito? Possibile che ci si debba poi sempre trincerare dietro i "forse", i "magari", i "ma anche"?
Adesso basta!
Bersani dovrebbe prenderli tutti, quei senatori, e chiedere a loro dimissioni. Perchè in un sistema dove è il segretario del partito a decidere chi entra e chi no in parlamento allora in questo sistema chi si comporta in modo palesemente difforme rispetto al partito deve lasciare il posto a qualun altro. Questo non vuole dire "asserviemento al potere", ma vuole dire sapere come funziona la democrazia rappresentativa.

La politica vera, comunque, è quella che si è vista in Gran Bretagna. Quella vita da noi è un'altra cosa!



permalink | inviato da lemieidee il 21/7/2011 alle 10:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Bossi e Tremonti, la stranissima coppia
post pubblicato in diario, il 18 luglio 2011


Giuro, mi chiedo da anni il perchè da parte di Bossi di questa difesa ad oltranza dell'amico Giulio.
Si, sicuramente questo governo ha tolto più al sud che al nord e si, quando hanno potuto qualcosina per il nord l'hanno fatto (cosa che non hanno fatto per il sud), però a parte poche risibili cose Giulio ha fatto di tutto per dimostrarsi il meno federalista tra tutti i membri di governo.
Lasciamo stare per un momento la forma e andiamo alla sostanza: ogni manovra finanziaria ha tolto grandissime risorse alle autonomie locali (dalle regioni ai comuni passando per quel carrozzone inutile che sono le province) dando a loro l'eventuale delega di ripagarsi i soldi tolti con nuove tasse secondo il teorema Berlusconiano "lo stato non mette le mani in tasca ai cittadini", con sottotitolo "le mani in tasca ve le mettono tutti gli altri perchè lo stato si tiene i soldi al centro e non rimanda più indietro quanto dovuto".
Giulio ha fatto tre/quattro forse cinque manovre finanziarie dal 2008 ad ora ed ogni volta è stata una bastonata incredibile per gli enti locali, che tanto per cambiare sparano verso Roma (Alemanno compreso) e additano questo governo come centralista.

A parte il fatto che mi chiedo come un elettore possa ancora votare la Lega "de lotta e de governo", mi chiedo come Bossi possa continuare a dire che Giulio è amico e guai a chi lo tocca. Adesso pure sta storia dei ticket e le regioni che sono in rivolta e la prima cosa che denunciano è il fatto che Roma (quindi Bossi e Giulio) hanno deciso del destino di una questione regionale (la sanità) senza nemmeno consultarli.

Io giuro continuo a non capire, come quel comico che ripete "la mia capa nun è buona".



permalink | inviato da lemieidee il 18/7/2011 alle 9:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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