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Il culto della persona
post pubblicato in diario, il 11 dicembre 2009


Leggete qui. http://www.affaritaliani.it/politica/berlusconi-pdl-fini111209.html
Io sinceramente ne sono convinto. Intorno a Berlusconi infatti si è creato, anche in buona parte dell'elettorato ex-AN, un culto verso la persona Berlusconi incredibile.
Qui non è più questione di democristiani contro comunisti, di liberisti contro protezionisti, di laici contro cattolico. Una fetta consistente del paese non crede più in nulla, crede però in Silvio Berlusconi. E ci crede a prescindere, altrimenti non si spiegherebbero certe prese di posizione. Il fatto che i vari faccendieri e leccapiedi al suo soldo, da Cicchitto a Bondi a Gasparri a Capezzone, dicano sempre di si non stupisce. Silvio paga quindi loro devono per forza obbedire. Stupisce di più che come loro la pensino milioni di italiani.
Come dico da tempo anche se trovassero Berlusconi che ruba caramelle ad un bambino una larga fetta di loro direbbe che è giusto, che in fondo l'ha fatto per il bene del bambino che altrimenti diventerebbe troppo grasso!
La critica è morta. Ma non solo la critica esterna, che di per se è faziosa e comunista. Ma anche la critica interna, che dovrebbe essere di spinta verso il miglioramento.
Quando ti trovi di fronte ad un popolo di fan non puoi fare nulla. Qui non si tratta veramente più di combattere un avversario politico, ma di combattere qualcosa di diverso. Una fetta enorme di italiani, una fett che rischia di diventare maggioranza, è disposta a seguire Silvio ovunque, anche verso lo stato assolutistico, anche verso la monarchia, anche verso il fallimento. Ormai è come un Dio, è come un santo: quando parla lo ascoltano e se si contraddice sostengono che in realtà ha semplicemente rielaborato il proprio pensiero oppure arrivano al punto tale di negare le precedenti affermazioni.
Non c'è più limite, il declino è ormai costante ed inevitabilmente ci si avvicina al punto di non ritorno sempre che esista e che non sia già stato superato.
Io, lo ammetto, mi sento disarmato.



permalink | inviato da lemieidee il 11/12/2009 alle 14:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Mettersi in discussione
post pubblicato in diario, il 1 dicembre 2009


Sono giorni che inizio vari post, vediamo se questo lo porto a termine.
Sarò breve quindi, così ci proviamo!

Ieri sera un'amica, che è anche coordinatrice di un circolo del PD, mi ha chiesto di darle una mano.
Io al momento non mi voglio impegnare in un progetto nel quale ho smesso di credere. Anzi, non ho smesso di credere nel progetto, ho smesso di credere in quelli che quel progetto portano avanti che poi forse è la stessa cosa oppure non lo è.
Ma comunque ho lanciato li un'idea, figlia della serata di ieri in cui Mattiello (responsabile di Libera Piemonte) metteva in discussione molti convincimenti e una parte della base della politica stessa. E a lei ho detto che secondo me l'idea vincente è quella, cioè dimostrare di essere disposti a mettersi in discussione. Quando è nato il PD una delle sue mission era coinvolgere la società civile. Per esperienza diretta vi posso dire che non è stata coinvolta per nulla, o meglio, quelli che venivano li per adeguarsi erano ben accetti, quelli che avevano idee, proposte e magari anche un po' in contrasto con le idee che già c'erano venivano emarginati e zittiti. Secondo me il PD è riuscito, dopo appena 2 anni, a crearsi la fama di partito vecchio, polveroso, antico e perchè no sporco.
Tutte le premesse che c'erano sono state disilluse e la gente se ne accorge, giorno dopo giorno. E' ineludibile, perchè se è vero che un certo elettorato non si perderà mai oggi l'elettorato giovanile va a destra per mancanza di alternative credibili. Di qua o c'è Di Pietro o non c'è nessuno. Vi sembra buono?
Ecco, allora le ho detto "perchè non vi mettete un po' in gioco?" "perchè non provate a invitare persone che non sono vostre amiche a parlare al vostro elettorato durante le serata organizzate da voi?". Ecco, provare ad esempio ad invitare Mattiello ad una serata e chiedergli in cosa sta sbagliando il PD nella lotta alla Mafia, ma non solo a livello nazionale, anche nelle piccole cose di tutti i giorni. E poi provare a ragionare come migliorare, come uscirne migliori.
Non credo avverrà, non tanto perchè non credo nella bontà di quest'amica ma perchè so che nessuno si vorrà mettere realmente in discussione. PErchè chi si mette in discussione rischia. Ovviamente rischiando si può perdere ma anche vincere, il punto è quanto si crede realmente nella bontà del proprio messaggio, perchè chi ci crede veramente sa che rischia poco e quindi è disposto a invitare anche il peggior nemico a dire le peggio cose per poi potersi difendere.

Ecco, questo secondo me dovrebbe essere il PD, il VERO partito DEMOCRATICO, con la democrazia tutta in maiuscolo. Perchè democrazia non vuol dire solo primarie, ma anche dibattito, condivisione, PARTECIPAZIONE e tante altre cose ancora.

P.S. Fantastica la serata organizzata dai ragazzi di Libera ieri sera. Mattiello è insuperabile sia nel modo di esporre i contenuti sia nella forza dei contenuti stessi. E lo dico io a cui Mattiello sta pure antipatico, ma in certe cose simpatie e antipatie non contano.



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Ridicoli più che mai
post pubblicato in diario, il 16 novembre 2009


Io della politica così com'è mi sono un po' rotto. Voto, discuto, cerco di capire e a volte, se posso, anche di convincere qualcuno che dalla nostra parte (a sinistra insomma, dal PD in poi) ci sono delle buone ragioni e che forse vale la pena votare di qua.
Poi però capitano quelle cose che ti lasciano a bocca aperta.
Qualche mese fa' avevo scritto sul mio blog che uscivo dal PD e che aderivo a La Sinistra.
C'ho provato, veramente, ma l'entusiasmo era meno di zero. E così ho deciso di tenere duro fino alle provinciali (era candidato nel mio collegio un caro amico) e poi chissà. Ed il chissà è diventato un lasciamo pure perdere. E adesso è divenatto un "mavaff...".
Già, perchè leggo per la rete che c'è aria di scissione in Sinistra e Libertà. Come? Io, devo essere sincero, manco sapevo che Sinistra e Libertà fosse diventata un partito. Ero convinto fosse... non lo so, non ero convinto di niente, ogni volta che andavo a riunione la forma cambiava: federazione, partito, insieme di partiti, insieme di federazioni.
Tutto questo, lo vorrei ricordare, per un totale di meno di un milione di voti, di cui una buona parte (è inutile prendersi in giro) usciti dal PD per dare un segnale. Io, forse, mi metto li.
Ma comunque questo è quello che accade più a sinistra. Tutti danno la colpa ai DS (anch'io l'ho fatto) di aver scatenato tutto questo. Io, non lo nascondo, non sono più molto entusiasta del PD, anzi, di questo PD! Però non si può accusare un partito che ha deciso di prendere una strada diversa ormai anni fa di essere la causa di tutto questo.
Se infatti il PD avrebbe bisogno di un partito alla sua sinistra modello LINKE o simili per obbligarlo a parlare anche di tematiche come diritti civili, lavoro precario eccetera, qui non c'è nulla. Il PD ha tutte le colpe di questo mondo ma più a sinistra esiste solo un deserto di desolazione. E' bastato un micro-scandalo in Puglia per spazzare via Vendola ed i suoi. I Socialisti ancora non hanno capito che sono più dirigenti che elettori e quindi si dividono, si frammentano, si spacchettano e puntano i piedi. Gli ex Rifondazione, Comunisti Italiani e Verdi non sono proprio pervenuti. Quei pochi che c'erano o sono rientrati nei rispettivi partiti oppure sono proprio scomparsi. Un sogno che è durato un attimo? Forse più simile ad un incubo direi, con quella bandiera alle Europee francamanete improponibile con 3 o 4 simboli. Ci mancava solo il PPE, diceva qualcuno... E avevano ragione, dicevo io...
Ma comunque cosa c'è di fronte a noi?
Io, francamente, me ne infischio. Non è vero, perchè non me ne infischio affatto, ma comunque il motivo per il quale il mio attivismo negli ultimi mesi si è ridotto all'osso è proprio questo, l'inesistenza e l'inconsistenza di progetti alternativi. Mi è stato detto "proprio a causa di quelli come te che non si danno più da fare bla bla bla...". Chi non ha mai fatto vita politica si convince di questo e pensa sia così. Chi invece, come il sottoscritto, ha vissuto un po' di più il partito, sa che così non è. Fino ad un certo livello non si conta nulla, nemmeno nelle decisioni locali, nemmeno nelle decisioni "del territorio". Anche li vengono a dirti cosa devi dire e cosa devi pensare. Sto nuovamente uscendo fuori tema. Ricordo ancora le posizioni sull'inceneritore nel mio amato Canavese, dove passammo come partito dall'essere PRO all'essere "PRO ma non proprio del tutto" all'essere "meglio che non ne parliamo perchè non sapremmo che dire" solo perchè un assessore regionale aveva cambiato idea. Eccolo li il partito del territorio.
Ed io che ero sempre stato contro ero passato da uno che non capiva ad uno che si allinea.
Chiudo qui va, di nuova fuori tema...



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Diamo l'impunità a Berlusconi!
post pubblicato in diario, il 12 novembre 2009


La mia non è una battuta, sono serio!
Sono 15 anni che siamo bloccati a discutere delle sue faccende.
Entrò in politica (come ammisero a suo tempo ed ora smentiscono i suoi più fedeli alleati) per salvarsi e salvare le sue aziende.
Dopodichè ha tenuto bloccata l'Italia intera su di se'. Dal 2001 al 2006 abbiamo assistito a 5 anni di leggi ad personam e dal 2008 siamo di nuovo li a vedere lodi vari e adesso pure la prescrizione breve. Peccato che, per dare a lui la possibilità di uscirne indenne, migliaia di altri processi andranno al macero ed è probabile che nei prossimi anni la giustizia si troverà in uno stallo continuo, a dover vedere processi bloccati a causa di questa norma.
Credo sia chiaro che le soluzioni siano ormai solo 2: o a Berlusconi viene un minimo di senso del pudore e si dimette andando poi a farsi processare come ogni cittadino oppure gli diamo questa benedetta impunità e andiamo avanti.
In questi mesi di governo invece di parlare di crisi, di posti di lavoro che vengono persi definitivamente ogni giorno, di una politica economica inesistente e di una politica ambientale francamente ridicola parliamo di lodo Alfano, processo breve e riforma della magistratura.
Ad essere quindi più realista del re non mi rimane altro da fare che provare a pensare che l'unica via realmente praticabile sia questa. Tanto, come vado dicendo da sempre, gli italiani a questo lo votano lo stesso. Nel 1996 le elezioni le perse perchè andò diviso dalla Lega e nel 2006, dopo 5 anni francamente ridicoli, perse di soli 24mila voti! Ma scherziamo?
E allora se vogliamo provare ad andare avanti che facciano una bella legge mostro dove c'è scritto "tutti quelli che si chiamano Silvio Berlusconi e che risiedono ad Arcore ecc ecc non possono essere giudicati dallo stato italiano". Se qualche avvocato passa di qua e vuole formulare melgio la norma è ben accetto!

Si si, ovvio che questo post è ironico-scazzato, ma francamente non so voi, ma io non ne posso più!



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Una cultura fatta di simboli
post pubblicato in diario, il 3 novembre 2009


L'argomento del giorno, nonostante ci sarebbe molto altro ci cui parlare, è la decisione della Corte Europea in favore di una madre che aveva fatto ricorso contro un istituto scolastico italiano reo di non aver rimosso il crocefisso nell'aula dove c'erano i suoi figli. Lei infatti vuole essere libera di dare ai figli un'educazione completamente libera e quel crocefisso è visto da lei (e non solo da lei) come un'imposizione culturale che va contro i dettami dello stato laico, nel senso più alto del termine.
Io mi sono pronunciato in passato per la rimozione del crocefisso da tutti i servizi pubblici, siano essi scuole, municipi, aule giudiziarie e quant'altro.
Oggi vedo che in molti si allineano e altri invece si chierano contro.
Io sinceramente, al di la del mio credo religoso, sono per uno stato compiutamente e completamente laico e quindi privo di simboli religiosi dominanti.
Chi si schiera comunque a difesa del crocefisso a scuola non si schiera tanto a favore del simbolo religioso guardandolo sotto l'aspetto religioso stesso (scusate la ripetizione), ma piuttosto ribadendo che il crocefisso è un pezzo della cultura italiana (e perchè no europea) e che quindi deve rimanere perchè non si può mettere da parte la nostra cultura.
Sono mesi se non anni che cerco di guardare (credo correttamente) le cose da un altro punto di vista.
Per quel che mi riguarda i simboli (soprattutto se non laici ma religiosi) sono di assoluto disinteresse, e lo dico tanto adesso quanto prima che mi ritenevo un cattolico. Ritengo che una società che abdichi la propria cultura alla simbologia sia una società che si rende debole di fronte alle altre. Spesso ci sentiamo dire (da quelli di destra o dai leghisti) che non si devono costruire più moschee o che chi viene qui deve rispettare la nostra cultura eccetera eccetera. Ma il problema non è un'imposizione che in quanto tale verrebbe al massimo rispettata di facciata, ma una elevazione della propria cultura al punto tale da renderla effettivamente appetibile e interessante per gli altri. Una cultura non può essere imposta, può invece essere sponsorizzata ed elevata. E la si sponsorizza non attraverso i simboli ma attraverso ragionamenti, discussioni, riflessioni.
Noi italiani forse (e qui aimè devo dar ragione ai leghisti e mi duole farlo) siamo privi di una cultura nazionale, di una cultura italiana. Ci siamo da sempre ancorati dietro ad alcuni simboli, fossero essi persone, simboli laici o religiosi. Non ci siamo però mai spesi realmente per la creazione di una cultura realmente nostra. Oggi ci viene data una grande possibilità, quella di abbarcciare una cultura più vasta, quella europea. Una cultura in divenire, una cultura che possiamo contribuire a formare. Invece ci nascondiamo dietro ad un crocefisso, ci nascondiamo dietro ai dialetti locali, ci nascondiamo dietro a baluardi localistici che ci allontanano il più possibile da un'apertura mentale anche minima. I motivi sono tanti, ma il post si sta facendo troppo lungo.

Chiudo dicendo che l'italiano medio è il cattolico-non-praticante. Quello che della propria religione sa poco o nulla, che va a messa a Natale e Pasqua, che bestemmia tutto il giorno e che insulta preti e suore, ma guai a sentire un arabo che gli tocca il Papa, perchè li si che s'incazza. Ecco quindi che, di fronte ad una sentenza, invece di provare a discuterne in modo propositivo (magari anche contraddicendo la Corte Europea) ci barrichiamo in una difesa che, ormai, ha più un sapore nostalgico-identitario piuttosto che un sapore di reale difesa di un valore da portarci dietro sempre!



permalink | inviato da lemieidee il 3/11/2009 alle 16:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
In Piemonte tutti contro il cambiamento
post pubblicato in diario, il 28 ottobre 2009


Il congresso del PD è finito. Le primarie sono state fatte. 2.5 o 3 milioni, poco importa, è stata sicuramente l'ennesima prova di grande democrazia del centro-sinistra (contrapposta al leaderismo del centro-destra) e di grande partecipazione. E' stato anche l'ennesimo assegno in bianco che l'elettorato decide di staccare nei confronti di un partito mai nato.
Ha vinto Bersani, come tutti già sapevamo. Quello che non sapevamo è che Franceschini sarebbe andato così male (lui che sperava tanto nel popolo delle primarie) e che Marino sarebbe andato così bene. Una terza mozione sopra il 10% è un grande risultato. Soprattutto per chi, come me, sa bene come funzionano le elezioni primarie e sa quanto è difficile riuscire a concentrare voti su mozioni senza persone sul territorio che lavorino casa per casa e voto per voto.
Io continuo a ritenere che Bersani sia il miglior politico che abbiamo nel centro-sinistra ma che la sua mozione sia un compromesso al ribasso. Vedremo comunque, spero fortemente che sappia risollevare il PD ed il centro-sinistra dalla palude nella quale si è infilato! Vedremo...

Per le elezioni nazionali, almeno, la decisione è molto più libera. In molti infatti decidono per preferenze personali, perchè conoscono bene (dalla TV, dai giornali) i politici e conoscono le loro proposte. Per le elezioni regionali invece così non è. Chi conosce i segretari regionali? Solo chi fa militanza (ma forse nemmeno) e chi è dirigente (loro di sicuro).

Ecco appunto che in Piemonte si è deciso di stare contro il cambiamento. Se infatti prima accennavo al compromesso al ribasso della mozione Bersani, l'attuale segretario piemontese rappresenta alla perfezzione quel compromesso. Ho assistito ad un numero infinito di riunioni in cui si criticava il suo modo d'agire, il suo non decidere mai. Come dimenticare, ad esempio, il periodo in cui si dibatteva del caso Welby, in cui Morgando disse che su certi temi era meglio non discutere (ebbene si, non aveva detto non decidere ma nemmeno discutere). I dirigenti locali e chi si agita e muove di più nella politica locale ha quindi deciso di spendere le proprie energie per riconfermare quel tipo di politica. Non ci nascondiamo però, un politico che non decide e che ha poco peso fa comodo a tutti! Perchè ci si può poi comportare come meglio si crede, a ranghi sparsi. Ma non è forse stato questo il male più grande del PD? Certo, ma non importa. Il cambiamento è sempre e comunque pericoloso, perchè vuol dire rimescolare le carte, vuol dire mettersi in discussione, vuol dire provare a cercare nuove vie e nuovi scenari... che era lo scopo del PD, ma non in Piemonte probabilmente.
Ora non ci resta che sperare nella conferma di Mercedes Bresso. Spero queto nuovo PD sia in grado di andare al di là del proprio ombellico e partire da subito con una campagna elettorale decisa e forte. Partiamo sicuramente indietro e dobbiamo darci da fare, tutti. Io non so per chi voterò (sicuramente centro-sinistra, sicuramente Bresso, ma non so il partito) ma sicuramente mi batterò nel mio piccolo per farla rieleggere. Diamoci da fare, ma soprattutto "PD, datti da fare".



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Isteria a go-go
post pubblicato in diario, il 23 ottobre 2009


Questo governo ci ha abituati a tutto.
In quanto governo del fare e non  delle chiacchere (come dice lo stesso Silvio) fanno talmente tanto che alla fine non si parlano nemmeno più tra loro, al punto tale che di giorno in giorno escono sui giornali in 6 o 7 a dire cose diverse. Poi ovviamente arriva il grande capo, dice la sua, e tutti a dire che ha ragione lui e tutti i TG nascondono le dichiarazioni precedenti. Guai a mostrare falle nella maggioranza.
Già, a sinistra si litiga ogni 2 per 3, ma a destra direi che capita lo stesso. La differenza è che loro, quando parla il capo, poi si allineano come pecore e in più, appunto, hanno 5 TG su 7 o 8 e quindi ne escono pure bene! E' sempre la sinistra che non capisce, anche se le dichiarazioni contrarie arrivano da Bossi o da Fini...
In questi giorni, ad esempio, abbiamo assistito all'ennesimo attacco d'isteria.
Tremonti ad un convegno elogia il posto fisso, manco fosse un leader della sinistra. A destra tutti sconcertati. Brunetta e Scajola fanno in tempo a dirsi contrari che arriva Silvio a dare ragione a Giulio: il posto fisso è un valore indiscusso. C'è chi lo va ripetendo da tanti anni, ma non importa. La querelle è durata poco. Brunetta e Scajola sono scomparsi e si è sentita la sola voce del padrone.
Poi il padrone va all'estero di nuovo (perchè abbiamo capito che è da li che da il meglo, dall'editto di Sofia in poi) e dice che ridurrà fino a farla scomparire l'IRAP.
A me questa sembra di averla già sentita. Quando? Praticamente un giorno si e l'altro pure dal 2001 al 2006. Chi governava? Questo governo più l'Udc. Silvio quindi ci dirà che se non l'hanno tolta allora era colpa di quei maledetti democristiani (con buona pace di Rotondi & co.) ma tantè. L'IRAP è ancora qui e vive tra noi. Gli industriali, come un gregge di pecore, plaude all'iniziativa.
Ovviamente Silvio ha tirato nuovamente in campo l'IRAP proprio per dare il famoso "colpo al cerchio, alla botte e alla bottegaia" (da quando c'è lui infatti il colpo lo si da pure a lei). Già, perchè quando Silvio ha dato ragione a Giulio ha fatto infuriare la Marcegaglia e tutti gli industriali uniti. Ma come, sono anni che loro precarizzano il mercato del lavoro col suo sostegno e adesso lui si smarca? Pronti a fare le barricate ma appunto Silvio tira fuori l'abbattimento dell'IRAP. Viva viva!
Adesso quindi sono tutti contenti anche se dovrebbero essere tutti scontenti. Già perchè la CGIL è sola e già i sindacati non contano più nulla, adesso che sono divisi contano meno ancora! Poi Confindustria finge di essere contenta per l'IRAP sapendo che la cosa poi veramente importante è che non gli rompano troppo le palle e che gli lascino continuare la precarizzazione del lavoro in santa pace!
Chissà quindi oggi il carrozzone governativo cosa ci tirerà fuori, ormai ne esce una al giorno! Venghino signori venghino!



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Libertà di coscienza
post pubblicato in diario, il 14 ottobre 2009


Ieri sera il Parlamento Italiano ha affossato il Disegno di Legge sull'omofobia. Relatrice Anna Paola Concia. Di chi è la colpa? La Concia stessa dice che il PDL ha mentito ed ha votato contro; il PD ha il demerito invece, sempre secondo Paola, di non aver accettato la mediazione di rimandare il disegno di legge in commissione così da evitarne l'affossameto perchè ora si dovrà, appunto, ripartire da capo, sempre che ce ne sia la volontà). L'Udc è stato il partito che ha presentato invece la pregiudiziale di incostituzionalità. L'Udc è lo stesso partito con cui Bersani vuole fare alleanze in futuro (questo è uno dei principali motivi per cui non voterò Bersani alle prossime primarie).
Di questo parleranno tutti i giornali di oggi, con scambi di reciproche accuse.
All'interno del PD, nel frattempo, si riaccende il caso di Paola Binetti. Lei infatti, nonostante il disegno di legge fosse appoggiato da tutto il PD, ha votato con la maggioranza. Questa mattina ho sentito la una sua telefonata in diretta su La7. La Binetti ha evocato il principio della libertà di coscienza. Dice di aver votato contro perchè teme che si possa aprire il cammino a future leggi a favore degli omosessuali e Dio non voglia.
Libertà di coscienza. Per prima cosa in questo caso la libertà di coscienza non può essere sventolata. Perchè? Perchè non si trattava appunto di appoggiare o meno l'introduzione di una nuova serie di diritti come, ad esempio, i DICO o i PACS, ma semplicemente di introdurre nel codice penale un'aggravante di discriminazione verso gli omosessuali come chiede, per altro, il trattato di Lisbona. Inoltre la libertà di coscienza, a mio parere, non ha più senso di esistere da quando è stata introdotta questa nuova legge elettorale. Prima infatti, anche se all'interno di un unico partito, i vari candidati potevano discostarsi un minimo (e sottolineo un minimo) dal programma principale facendo forza sui propri valori. In quel caso, attraversole preferenze o al colelgio uninominale, si poteva venir premiati o penalizzati per queste idee e farsi poi portavoce in parlamento di questa forza (o rimanerne fuori per quella debolezza). Ad oggi invece le liste sono bloccate, sono stilate dai partiti i quali quindi sanno esattamente chi ci sarà e chi non ci sarà. Non c'è più quindi la libertà di discostarsi dal programma principale, perchè (purtroppo a mio avviso) le liste non sono più un molteplicità di persone che arricchiscono il parlamento ma un insieme di pigia bottoni che sono stati selezionati dal partito.
Adesso comunque il PD parla di possibile espulsione dal gruppo. Sarebbe ora! Secondo me la Binetti non ha mai portato al PD un voto che fosse uno. E' una donna di estrema destra omofoba che, per volere di alcuni capibastone della Margherita (Rutelli? Altri?) è stata inserita in queste liste. La Binetti però in una cosa ha ragione. Lei dice infatti che non ha mai cambiato idea su queste questioni, in sostanza quindi ammettendo di rimanere omofoba e di esserlo da sempre. Lo dimostrò già nella precedente legislatura quando minacciò di togliere l'appoggio al governo nel caso in cui i Dico fossero entrati nel dibattito al Senato. Quindi la colpa non è della Binetti, che fa i lsuo lavoro cioè quello di infiltrata di destra in un partito che, almeno sulla carta, rimane di centro-sinistra, ma di un partito che l'ha ricandidata. Oggi tutti parlano di esplusione, ma questi atteggiamente si devono prevenire.
La Binetti inoltre accentua ancora di più il dibattito interno sulla pluralità del partito. Un grande partito deve abbracciare più culture? Deve essere democratico e quindi dare spazio a idee diverse? Deve incentivare dibattito e discussione? Sicuramente SI, senza dubbio. Però in un partito non ci dovrebbe essere una condivisione basilare di valori? Non si dovrebbe partire tutti da un minimo comun denominatore? Altrettanto SI. E secondo me nel PD di oggi ci sono una serie di persone che non condividono affatto questi valori base. Se il PD vuole provare a cercare una qualche credibilità deve prencedere delle decisioni, fare delle scelte, PRECISE, e poi raccogliere intorno a quelle idee altre idee. L'unino candidato che afferma questo principio SENZA SE E SENZA MA è Ignazio Marino. Franceschini continua a saltare tra la posizione prevalente e appunto la libertà di coscienza mentre Bersani afferma che vanno fatte scelte forti (e laiche) e poi appunto propone di allearsi con l'Udc per vincere le elezioni, contraddicendosi in buona sostanza!
Questo congresso purtroppo ha finora ammazzato il dibattito, che nel paese è stato inesistente e nei circoli non si sa se ci sia stato. Almeno adesso abbiamo la possibilità di dire come la pensione sul più grande partito di centro-sinistra italiano.



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Libertà di coscienza
post pubblicato in diario, il 14 ottobre 2009


Ieri sera il Parlamento Italiano ha affossato il Disegno di Legge sull'omofobia. Relatrice Anna Paola Concia. Di chi è la colpa? La Concia stessa dice che il PDL ha mentito ed ha votato contro; il PD ha il demerito invece, sempre secondo Paola, di non aver accettato la mediazione di rimandare il disegno di legge in commissione così da evitarne l'affossameto perchè ora si dovrà, appunto, ripartire da capo, sempre che ce ne sia la volontà). L'Udc è stato il partito che ha presentato invece la pregiudiziale di incostituzionalità. L'Udc è lo stesso partito con cui Bersani vuole fare alleanze in futuro (questo è uno dei principali motivi per cui non voterò Bersani alle prossime primarie).
Di questo parleranno tutti i giornali di oggi, con scambi di reciproche accuse.
All'interno del PD, nel frattempo, si riaccende il caso di Paola Binetti. Lei infatti, nonostante il disegno di legge fosse appoggiato da tutto il PD, ha votato con la maggioranza. Questa mattina ho sentito la una sua telefonata in diretta su La7. La Binetti ha evocato il principio della libertà di coscienza. Dice di aver votato contro perchè teme che si possa aprire il cammino a future leggi a favore degli omosessuali e Dio non voglia.
Libertà di coscienza. Per prima cosa in questo caso la libertà di coscienza non può essere sventolata. Perchè? Perchè non si trattava appunto di appoggiare o meno l'introduzione di una nuova serie di diritti come, ad esempio, i DICO o i PACS, ma semplicemente di introdurre nel codice penale un'aggravante di discriminazione verso gli omosessuali come chiede, per altro, il trattato di Lisbona. Inoltre la libertà di coscienza, a mio parere, non ha più senso di esistere da quando è stata introdotta questa nuova legge elettorale. Prima infatti, anche se all'interno di un unico partito, i vari candidati potevano discostarsi un minimo (e sottolineo un minimo) dal programma principale facendo forza sui propri valori. In quel caso, attraversole preferenze o al colelgio uninominale, si poteva venir premiati o penalizzati per queste idee e farsi poi portavoce in parlamento di questa forza (o rimanerne fuori per quella debolezza). Ad oggi invece le liste sono bloccate, sono stilate dai partiti i quali quindi sanno esattamente chi ci sarà e chi non ci sarà. Non c'è più quindi la libertà di discostarsi dal programma principale, perchè (purtroppo a mio avviso) le liste non sono più un molteplicità di persone che arricchiscono il parlamento ma un insieme di pigia bottoni che sono stati selezionati dal partito.
Adesso comunque il PD parla di possibile espulsione dal gruppo. Sarebbe ora! Secondo me la Binetti non ha mai portato al PD un voto che fosse uno. E' una donna di estrema destra omofoba che, per volere di alcuni capibastone della Margherita (Rutelli? Altri?) è stata inserita in queste liste. La Binetti però in una cosa ha ragione. Lei dice infatti che non ha mai cambiato idea su queste questioni, in sostanza quindi ammettendo di rimanere omofoba e di esserlo da sempre. Lo dimostrò già nella precedente legislatura quando minacciò di togliere l'appoggio al governo nel caso in cui i Dico fossero entrati nel dibattito al Senato. Quindi la colpa non è della Binetti, che fa i lsuo lavoro cioè quello di infiltrata di destra in un partito che, almeno sulla carta, rimane di centro-sinistra, ma di un partito che l'ha ricandidata. Oggi tutti parlano di esplusione, ma questi atteggiamente si devono prevenire.
La Binetti inoltre accentua ancora di più il dibattito interno sulla pluralità del partito. Un grande partito deve abbracciare più culture? Deve essere democratico e quindi dare spazio a idee diverse? Deve incentivare dibattito e discussione? Sicuramente SI, senza dubbio. Però in un partito non ci dovrebbe essere una condivisione basilare di valori? Non si dovrebbe partire tutti da un minimo comun denominatore? Altrettanto SI. E secondo me nel PD di oggi ci sono una serie di persone che non condividono affatto questi valori base. Se il PD vuole provare a cercare una qualche credibilità deve prencedere delle decisioni, fare delle scelte, PRECISE, e poi raccogliere intorno a quelle idee altre idee. L'unino candidato che afferma questo principio SENZA SE E SENZA MA è Ignazio Marino. Franceschini continua a saltare tra la posizione prevalente e appunto la libertà di coscienza mentre Bersani afferma che vanno fatte scelte forti (e laiche) e poi appunto propone di allearsi con l'Udc per vincere le elezioni, contraddicendosi in buona sostanza!
Questo congresso purtroppo ha finora ammazzato il dibattito, che nel paese è stato inesistente e nei circoli non si sa se ci sia stato. Almeno adesso abbiamo la possibilità di dire come la pensione sul più grande partito di centro-sinistra italiano.



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Perchè un Bersaniano dovrebbe votare Marino
post pubblicato in diario, il 12 ottobre 2009


Si, lo so, dico di essere uscito dal PD e poi parlo di PD nel 90% dei miei post. Il motivo è presto detto: volente o nolente il PD è l'unico partito esistente nel centro-sinistra ad oggi. L'Idv è un'altra cosa. S&L non si sa dov'è, cosa fa e se esiste. Più a sinistra c'è un'insieme di nostalgici che si rincorrono a sinistra appunto, a chi è più comunista ma proprio comunista-comunista e se possibile comunsita-comunista-comunista...

Io sono sempre stato un Bersaniano DOC. Mi ricordo il primo governo Prodi e la figura di Bersani. L'avevo apprezzato da subito. Non dimentico poi l'opposizione fatta anche da lui dal 2001 al 2006 e la sua esperienza da ministro nel brevissimo secondo governo Prodi.
Da Bersaniano DOC però voto Marino, mentre vedo su FB (non faccio nomi perchè asrebbe troppo facile) vedo che in molti da mesi corrono sul carro del vincitore annunciato. A me forse è sempre piaciuto andare un po' contro-corrente, quindi scelgo così.
Perchè? Perchè stimo tanto Bersani quanto rigetto le tesi della sua mozione. Bersani parla di strategia delle alleanze prima ancora di parlare di partito. Sembra che il PD, per Bersani, debba fungere da stella intorno alla quale far gravitare altri partiti per poi scatenarci contro Berlusconi. Film già visto? Bhè, direi proprio di si! Ha funzionato? I risultato li abbiamo sotto i nostri stanchi occhi.
Inoltre non mi piace il fatto che Bersani, non appena candidato, partisse già sulla difensiva. Mi ricorda Veltroni e non vorrei facesse la stessa fine. A sostenerlo (un po' come per Franceschini anche se forse per quest'ultimo meno) ci sono il diavolo e l'acqua santa. Questo non è assolutamente un male, peccato che la sua mozione non prenda a riguardo decisioni chiare. Da la sensazione che lo faccia, ma poi quando si prova a stringere diventa nebuloso.
Comunque so che sarà lui il prossimo segretario: credo sarà sempre un'ottimo politico, forse però proprio a causa di chi lo appoggerà non riuscirà a fare quel che si prefigge o so le farà non credo ci riuscirà con i risultati che spera!
Franceschini non lo commento: lui rappresenta il PD fino ad oggi, quello dal quale sono fuggito e quello dal quale continuerò a fuggire finchè non cambierà!
Marino invece mi sembra un'ottima boccata d'ossigeno. Primo perchè, a parte Bettini (che per carità fa venire i brividi ma è lui solo), è libero! Ed essere liberi vuol dire tanto, tantissimo oggi in politica. E' soprattutto libero di poter dire quello che vuole non tanto lui, quanto la gente che ha deciso di rappresentare, e cioè la generazione dei democratici, quelli che dai 35 in giù vogliono lasciarsi alle spalle un bel po' di cose e vogliono poter iniziare a ragionare in modo innovativo. Il PD si prefiggeva l'obiettivo di essere un cantiere innovatore per un'Europa ormai un po' barocca nella sua vita politica, ed invece è diventato il PD stesso un orpello barocco di poco conto e di poco peso. Marino vuole innovare e vuole ripartire con una carica innovatrice simile a quella di 2 anni fa, con in più però l'esperienza che ci si è fatti in questi 2 anni. Ora credo tutti sappiano quali errori sono stati commessi!
Credo ogni Bersaniano DOC dovrebbe votare Marino, perchè Marino rappresenta quello spirito autenticamente laico senza vincoli di alcun tipo che però sa parlare, meglio di altri, ad un ceto si moderato ma assetato di proposte politiche alternative e credibili. E' un uomo che non parte da sinistra o dal centro, ma parte dal PD e vuole andare avanti NEL PD verso un nuovo paese.
Io credo nelle sue idee e chissà, un domani potrei arrivare a credere nel suo PD. Anche se forse inutile io lo voterò e spero come me faranno in tanti.




permalink | inviato da lemieidee il 12/10/2009 alle 14:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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