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L'europa socialista
post pubblicato in diario, il 14 maggio 2012


Negli ultimi 8/10 anni abbiamo avuto in Europa, tranne rare eccezioni, un governo di centro-destra.
Sia nel Parlamento Europeo che in quello degli stati più importanti (Germania e Francia) ha governato il centro-destra.
La politica di oggi e quella che ci ha portati qui non può certamente chiamarsi fuori rispetto alla crisi, se non come fattore scatenante sicuramente come incapacità di prendere le giuste decisioni per arrivare ad una soluzione e ad una svolta.
La risposta è stata sostanzialmente meno Europa, cioè tiratevi su le maniche e, scusate il francesismo, tiratevi anche un po' le palle, distruggete il vostro stato sociale e licenziate quante più persone potete. Poi se riusciamo vi diamo un po' di aiuti. Con la Gregia è andata così, con l'Italia è andata così, con gli altri stati in difficoltà è andata così. Certo, in Italia abbiamo avuto un susseguirsi di governi che hanno fatto di tutto per farsi voler male dall'Europa e dalle sue istituzioni, ma non siamo mai contati un granchè e a parte la parentesi Monti (tutta da valutare poi) torneremo a non contare un granchè, a meno di una svolta epocale.
Oggi stiamo per assistere ad una svolta, stiamo per vedere in Europa lo stesso asse che diede vita, ormai 20 anni fa, a quel processo che fece nascere l'Europa che tutti amavamo e che questi governi invece ci hanno fatto odiare. Le forze politiche che allora hanno reso grande l'Europa oggi sono nuovamente tornate ad essere protagoniste o, come in Germania, si stanno preparando ad esserlo.
E la cosa forse più bella è che gli stessi tedeschi non riconoscono più la politica della Merkel come una buona politica. Anche i tedeschi riconoscono che così si ammazza l'Europa e invece anche loro la vogliono, l'Europa.
Qui da noi ci hanno raccontato che il socialismo era morente, morto, defunto. Eccolo invece risorgere in Europa, eccolo fiorire nuovamente! (Certo, in Italia parlare di socialismo rievoca spettri enormi e difficili da affrontare senza grande vergogna, ma quel socialismo non aveva nulla a che fare con IL socialismo.) Quello che dobbiamo fare noi non è altro che agganciarci ad un treno che è già partito, senza pretendere di far da locomotiva (non ce lo possiamo permettere in nessun senso) ma chiedendo un vagone tutto nostro, dove poter ripartire non dico da zero ma quasi, dove poter ricreare una situazione sociale ed economica creando un ciclo per cui si torni ad inseguire quell'obiettivo per cui tutti dobbiamo stare bene, dove l'ultimo può essere ultimo ma con un livello di vita minimo garantito, dove il primo può essere primo non perchè più furbo ma solo perchè più bravo. Una Europa meno finanziaria e meno bancaria e più delle persone e, perchè no, della politica. Magari con i primi trattati che inizzino a parlare di Europa Federale.
Mai come oggi mi sento ottimista verso un futuro comunque pieno di incertezze!
Eccolo, "il sol dell'avvenire"



permalink | inviato da lemieidee il 14/5/2012 alle 8:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
I miei 2 cent su Grillo
post pubblicato in diario, il 10 maggio 2012


Beppe Grillo lo seguo "politicamente" da un bel po' di anni, probabilmente da molto più tempo di molti altri che oggi fano parte del M5S.
Ricordo bene la sua battaglia per l'automobile "verde", il caso Parmalat e altre battaglie.
Ricordo anche bene che è in parte grazie a lui se ho iniziato a interessarmi dei movimenti ambientalisti, combattendo dentro i DS del mio comune di allora (Ivrea) una battaglia contro l'inceneritore. Ci davano dei demagoghi, poi alla fine ci hanno dato ragione, anzi, hanno cambiato opinione senza mai darci ragione, ma non importa, l'importante è che ad Ivrea l'inceneritore non l'hanno costruito perchè non serviva e non serve.
Questo però non mi ha mai trascinato dentro il suo movimento, che per molti, troppi versi, è simile se non uguale al Berlusconismo.
Grillismo e Belusconismo, oltre a condividere "ismo", condividono il fatto che sono una semi-religione. C'è un capo, anzi lo definirei un messia, che parla e tuona a piacimento, dicendo di tutto e di più.
E molti dei suoi seguaci il giorno dopo l'ennesima castroneria corrono ai ripari: "l'avete frainteso, siete sempre i soliti, guardate il dito e non la luna, volete cercare il pelo nell'uovo, avete la cosa di paglia" eccetera, sempre le stesse cose, sempre le stesse risposte, mai nel merito.
C'è però una differenza di fondo tra i 2 movimenti: mentre il Berlusconismo è stato portato avanti soprattutto da un ceto politico in cerca di un copione (e di soldi), il Grillismo viene portato oggi avanti da centinaia, migliaia di persone comuni, gente che si è rotta di vedere certe cose e sentirsi inerme di fronte allo sfascio quotidiano.
Diciamo che il Berlusconismo è la massima espressione del reazionariato, il Grillismo invece propone una rivoluzione, anche se non dice per arrivare dove.

Parlando però di nuovo di Grillo e del Movimento 5 Stelle dico che secondo me se li si vuole vedere insieme si sbaglia, perchè sono 2 cose diverse. Il primo, Grillo, non è altro che un uomo che ha fatto il comico e che ha preso uno spazio politico che in passato hanno occupato in molti e che dopo di lui occuperanno altri. Prima Segni, poi Berlusconi, poi Bossi, oggi Grillo, domani chissà.
Il Movimento 5 Stelle invece è un'altra cosa: come ho detto ci sono dentro un sacco di persone di buon senso con un sacco di idee, per la maggior parte interessanti e, perchè no, condivisibili almeno da me. Peccato che manchi un vero filo conduttore, un qualcosa che faccia si che il tutto si tenga insieme. Lo stesso movimento è nato come una "enorme lista civica", che può andar bene per le amministrazioni comunali o regionali. Ma alle elezioni politiche serve uno sguardo che vada oltre all'amministrazione di tutti i giorni, al quotidiano. Serve un'idea di politica estera, di politica sulla sicurezza, di politica economica, di politica sulle infrastrutture e, perchè no, un minimo di idee su lavoro, precariato e altro ancora.
Ecco, su questo come la pensa il movimento? Perchè comune per comune si può anche tenere una linea diversa realtà per realtà, ma quando si dovranno presentare tutti insieme che succederà? Perchè dirsi "ne di sinistra ne di destra" mi sta bene fino ad un certo punto, perchè la sinistra e la destra oltre che avere una incarnazione partitica ne hanno anche una ideale, che va al di la dei partiti e delle persone. Li si devono schierare per forza. Ribadisco, non tanto con le alleanze, ma con le idee. Le scelte sul lavoro ad esempio li connoteranno da una parte o dall'altra: maggiore flessibilità o maggiori tutele? Non vale dire "tutte e 2", perchè lo può dire la Svezia che lo fa da sempre e può continuare a farlo. Per noi che siamo indietro anni luce dobbiamo scegliere, l'una o l'altra. E poi, in politica estera, come la pensano?
E sulle politiche di gestione dell'immigrazione? Saranno filo leghisti dicendo, come aveva scritto Grillo tempo addietro, che il problema della nazionalità dei figli degli immigrati nati sul suolo italiano è un falso problema?

A queste ed altre domande dovranno rispondere. Certo, tenersi lontano dal confronto come fa lo stesso Grillo li aiuta a non rispondere alle domande scomode, ma prima o poi dovranno farlo, perchè se andranno in parlamento dovranno votare questa o quella proposta, dovranno decidere se votare in un senso o nell'altro, e li vedremo come andrà, la risposta potrà arrivare prima o arrivare dopo. E' questione di quando, non di se.

Ecco, li ho spesi i miei 2 cent, e forse qualcosa di più.



permalink | inviato da lemieidee il 10/5/2012 alle 13:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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