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Ogni anno è sempre peggio !?

Siamo a pochi giorni dal 2012. E se i Maya avessero decretato per il 2012 la fine del capitalismo anzichè la fine del mondo? C'è da riflettere...

Si chiude un 2011 direi pessimo, anche se con qualche buona notizia.
Partiamo dalle buone notizie: Berlusconi non governa più l'Italia. Qualcuno lo da per morto (politicamente s'intende), qualcuno (me compreso) pensa che quello non muore mai e che nel 2013, quasi sicuramente, sarà il candidato premier del PDL.
Altre due buone notizie sono, sempre guardando in Italia, la caduta a Milano del governo di centro-destra e la vittoria dei referendari per il Bene Comune.
Guardando fuori dai nostri confini penso alla primavera araba, che purtroppo si è portata dietro e continua a portarsi dietro tantissimo sangue, ma che ha dato la speranza a tantissime persone di avere un futuro migliore, nonostante sappiano (credo) che il presente invece è cupissimo e incerto.

Le pessime notizie invece sono talmente tante che nemmeno le ricordo tutte. Abbiamo imparato una parola nuova, SPREAD. Quando le parole sono brutte e ci fanno paura non le traduciamo più, le teniamo lontane, le chiamiamo con nomi anglofoni, così ci sembrano meno vicine a noi. Però SPREAD può essere tradotto con DIFFERENZIALE, indica quanto l'Italia deve pagare in più rispetto ad un paese di riferimento, che per noi è la Germania, per vendere il proprio debito. Se ad esempio la Germania per vendere titoli dovesse assicurare un rendimento del 2% di interessi e l'Italia, per vendere gli stessi titoli, dovesse assicurare il 7%, allora il DIFFERENZIALE sarebbe di 500 punti base (ossia del 5,00% in più)
E poi la Crisi Greca, l'Europa che non funziona così com'è, la FIAT che non vende macchine, che straccia contratti e che continua a venderci Marchionne come il Messia del ventunesimo secolo. E poi tantissime altre cose.

Il 2011 ha il merito di essere migliore del 2012, l'ho letto su facebook l'altro giorno. Eh, mi sa che è così veramente. Peccato che lo si diceva anche del 2010 rispetto al 2011. Che ci si debba abituare a tutto questo? Che ci si debba abituare ad un paese che andrà sempre peggio?

Io mi auguro che i Maya abbiano ragione, non sulla fine del mondo eh, ma sulla fine del capitalismo (ormai l'ho deciso mentre scrivevo queste poche righe, ho capito che avevano predetto quello) così potremo pensare ad un nuovo modello economico, senza PIL, SPREAD, BOT eccetera. Non faccio demagogia, penso solo che l'uomo non è nato capitalista e nel capitalismo non ci sono nati nemmeno i nostri nonni. Penso che il capitalismo abbia portato tanto benessere ma che stia portando tanti danni. Un po' come una medicina che, se presa per troppo tempo ed a dosi sempre più forti, dopo un po' diventa causa di malattia. Forse la riflessione doveva partire nel 2008, chissà che non parta oggi, anzi, domani. Chissà.

"Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po'..."

Pubblicato il 28/12/2011 alle 8.39 nella rubrica diario.

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