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Se è vero mi iscrivo

Sento e leggo che forse, e dico forse, nel PD a breve faranno un congresso.
Un congresso? Ma adesso, a un anno dal voto?
Ma sono impazziti? Da qui al prossimo anno ventre a terra, compatti come non mai, a fare compagna elettorale per vincere le prossime elezioni e governarlo noi questo paese.

Più passa il tempo e più sono felice di esserne uscito, da quel partito, altrimenti oggi avrei un'ulcera grande come un melone. Però, sia chiaro, se si fa veramente un congresso io mi sono rotto le palle e mi iscrivo solo per andare la dentro e dirlo a chiara voce, che stanno spaccando tutto!
Perchè questi non si rendono conto che c'è un Italia intera che è disposta a cambiare. Per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale c'è nuovamente un clima da pre-post rinascimento.
Sono in tanti quelli che non ne possono più di un certo modo di intendere la cosa pubblica, di vivere il quotidiano, di vedere persone lontano anni luce dai loro problemi che dicono "l'articolo 18 non sia un totem". Un che? Ma loro hanno mai dovuto anche solo pensare a cosa possa voler dire "licenziamento"? E lo dice uno che, tutto sommato, non è per l'abolizione ma per la regolamentazione di quell'articolo, per una maggiore disciplina.

No, così non va, così non ci siamo affatto.

Ecco perchè lo dico qui, adesso: se veramente vedessi che all'orizzonte si prospettasse un congresso prima delle elezioni mi iscriverei. Lo dico da ora così mi evito di sentirmi dire "che bello sei tornato a casa". Scusate il francesismo, ma che bello un cazzo. Lo vivrei, anzichè con gioia, come un momento di grande tristezza.

Si, anch'io ci leggo un sacco di idee confuse in queste righe che ho scritto, ma credo di potermi permettere un po' di confusione di fronte a quello che vedo tutti i giorni! O no?

Pubblicato il 20/2/2012 alle 8.47 nella rubrica diario.

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