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L'europa socialista

Negli ultimi 8/10 anni abbiamo avuto in Europa, tranne rare eccezioni, un governo di centro-destra.
Sia nel Parlamento Europeo che in quello degli stati più importanti (Germania e Francia) ha governato il centro-destra.
La politica di oggi e quella che ci ha portati qui non può certamente chiamarsi fuori rispetto alla crisi, se non come fattore scatenante sicuramente come incapacità di prendere le giuste decisioni per arrivare ad una soluzione e ad una svolta.
La risposta è stata sostanzialmente meno Europa, cioè tiratevi su le maniche e, scusate il francesismo, tiratevi anche un po' le palle, distruggete il vostro stato sociale e licenziate quante più persone potete. Poi se riusciamo vi diamo un po' di aiuti. Con la Gregia è andata così, con l'Italia è andata così, con gli altri stati in difficoltà è andata così. Certo, in Italia abbiamo avuto un susseguirsi di governi che hanno fatto di tutto per farsi voler male dall'Europa e dalle sue istituzioni, ma non siamo mai contati un granchè e a parte la parentesi Monti (tutta da valutare poi) torneremo a non contare un granchè, a meno di una svolta epocale.
Oggi stiamo per assistere ad una svolta, stiamo per vedere in Europa lo stesso asse che diede vita, ormai 20 anni fa, a quel processo che fece nascere l'Europa che tutti amavamo e che questi governi invece ci hanno fatto odiare. Le forze politiche che allora hanno reso grande l'Europa oggi sono nuovamente tornate ad essere protagoniste o, come in Germania, si stanno preparando ad esserlo.
E la cosa forse più bella è che gli stessi tedeschi non riconoscono più la politica della Merkel come una buona politica. Anche i tedeschi riconoscono che così si ammazza l'Europa e invece anche loro la vogliono, l'Europa.
Qui da noi ci hanno raccontato che il socialismo era morente, morto, defunto. Eccolo invece risorgere in Europa, eccolo fiorire nuovamente! (Certo, in Italia parlare di socialismo rievoca spettri enormi e difficili da affrontare senza grande vergogna, ma quel socialismo non aveva nulla a che fare con IL socialismo.) Quello che dobbiamo fare noi non è altro che agganciarci ad un treno che è già partito, senza pretendere di far da locomotiva (non ce lo possiamo permettere in nessun senso) ma chiedendo un vagone tutto nostro, dove poter ripartire non dico da zero ma quasi, dove poter ricreare una situazione sociale ed economica creando un ciclo per cui si torni ad inseguire quell'obiettivo per cui tutti dobbiamo stare bene, dove l'ultimo può essere ultimo ma con un livello di vita minimo garantito, dove il primo può essere primo non perchè più furbo ma solo perchè più bravo. Una Europa meno finanziaria e meno bancaria e più delle persone e, perchè no, della politica. Magari con i primi trattati che inizzino a parlare di Europa Federale.
Mai come oggi mi sento ottimista verso un futuro comunque pieno di incertezze!
Eccolo, "il sol dell'avvenire"

Pubblicato il 14/5/2012 alle 8.10 nella rubrica diario.

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